IL FORMATO RAW
Dall’inglese RAW che significa grezzo, non ancora lavorato, questo termine fa riferimento all’immagine non ancora elaborata proveniente direttamente dal sensore della macchina digitale.
Brevemente, come molti di voi sapranno, il processo che genera un’immagine fotografica può essere sintetizzato in 4 passaggi.
1- Esposizione del sensore alla luce
2- Trasformazione della luce da parte del sensore in impulsi elettrici
3- Elaborazione segnale
4- Memorizzazione
L’intuizione sta nell’eliminare gli ultimi due passaggi memorizzando direttamete i dati grezzi (da qui il nome RAW) provenienti dal sensore nella scheda di memoria.
Per la natura stessa dei dati è anche possibile applicare una compressione che riesce a ridurre a circa 1/3 le dimensioni rispetto all’originale senza però alcuna perdita di qualità. Il concetto è simile a quello che avviene comprimendo un file con un programma come winzip. Il file finale sarà più piccolo ma quando verrà visualizzato conterrà esattamente le stesse informazioni che conteneva prima di essere compresso.
Il file memorizzato conterrà quindi tutte le informazioni che il sensore sarà stato in grado di catturare e avrà dimensioni contenute in modo da non occupare molto spazio sulla scheda di memoria.
Come forse avrete già intuito, essendo il file ancora “incompleto”, “grezzo”, non sarà visualizzabile direttamente come immagine ma necessiterà di un ulteriore elaborazione.
In questo caso le operazioni finali sono demandate ad un software esterno alla fotocamera che si occuperà tra le altre cose di impostare saturazione, spazio colore, contrasto.
Fonte: zmphoto.it
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